Sardegna è… Tradizione

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Le più antiche Tradizioni Sarde dal fascino intramontabile

nuraghe in sardegna

Le più antiche tradizioni sarde sono caratterizzate da un fascino intramontabile, quello di un’isola che aldilà delle coste dal mare turchese ha davvero tanto da raccontare.

Sardegna è tradizione all’ennesima potenza, è un mix irresistibile di cultura millenaria che resiste al trascorrere dei secoli.

Così, le ricette di cucina tipica si tramandano di generazione in generazione e vivono ancora oggi in piatti gustosi come il pane frattau e la zuppa gallurese.

Così, le leggende popolari attraversano gli anni e raccontano di fate mitologiche, le janas, dispensatrici di ambitissimi tesori. Narrano di riti magici; di diavoletti tentatori e folletti dispettosi.

Custodi delle tradizioni sarde sono le sagre e le numerose feste popolari, che rappresentano occasioni ideali per ammirare sfilate di abiti tipici, coloratissimi e preziosi, diversi e caratteristici in ciascun paese dell’isola.

La Festa del Redentore di Nuoro; la Festa di Sant’Efisio a Cagliari e la Cavalcata Sarda di Sassari sono solo alcuni degli appuntamenti più importanti.

Durante le feste, in Sardegna, ci si emoziona ascoltando il canto dei tenores. Si resta incantati di fronte ai passi del ballo tondo, quando uomini e donne danzano in circolo uniti, stretti nelle mani in un unico grande abbraccio.

Spettacolare l’artigianato, espresso da creazioni di autentica maestria: dalle fedi sarde in filigrana ai suppellettili in sughero, dalle ceramiche dipinte a mano ai cuscini ricamati.

Sardegna è tradizione laddove c’è il liquore di mirto, egregio rappresentante della cultura enogastronomica dell’isola, le cui origini risalgono addirittura al 1800.

Si dice la Sardegna profumi di mirto, elicrisio, rosmarino e di tutte le piante autoctone che vi crescono floride.

Queste magiche essenze rapiscono l’anima quando si visita la Sardegna per la prima volta e quando si riparte …

Cultura enogastronomica sarda

mirto di sardegna

Quali prelibatezze assaggiare durante una vacanza in Sardegna?

L’enogastronomia locale è varia e ricca di prodotti e gustosi abbinamenti.

Si parte dall’antipasto, rigorosamente a base di pane carasau accompagnato da salumi locali e formaggi stagionati o freschi, oppure olive biologiche.

Questi prodotti squisiti si gustano anche durante l’aperitivo accompagnati da un calice di vino Cannonau o Vermentino.

Per unire l’utile al dilettevole e arricchire la vacanza di emozioni, l’aperitivo migliore è in barca al tramonto durante una gita all’Arcipelago di La Maddalena.

A proposito di pane carasau, in Barbagia si prepara un’ottima alternativa alla tradizionale lasagna: il pane frattau composto da sfoglie di carasau, sugo al pomodoro, uovo e pecorino.

Fra i primi piatti eccellenti figurano anche i culurgiones ogliastrini, ravioli di formaggio con patate e menta. In Gallura si prepara invece la zuppa gallurese, un piatto povero e squisito a base di pane, menta, formaggi e brodo di pecora.

Da provare anche gli gnocchetti sardi o malloreddos, nonché i maccarrones de busa allo scoglio, magari con una spolverata di bottarga di muggine: l’oro di Sardegna.

Secondo piatto simbolo dell’isola è il famoso porcetto arrosto, servito dalla maggior parte degli agriturismi.

Per finire in dolcezza c’è la seadas, dolce tipico fritto con formaggio fuso e abbondante miele.

D’obbligo a fine pasto dopo il caffè è un bicchierino di liquore di mirto o di liquore di pompia, per regalare al palato il gusto selvaggio e autentico della Sardegna.

Leggende popolari sarde

domus de janas orroli sardegna
Grotte de Is Janas, Parco Su Motti, Orroli. Fonte: Sardegna Turismo

L’immaginario delle tradizioni popolari sarde è fervido.

Si narra ad esempio che nelle domus de janas, tombe preistoriche disseminate in tutto il territorio dell’isola, abitino fate mitologiche dispensatrici di tesori, le janas, creatrici nondimeno della filigrana sarda e delle fedine sarde.

Esistono numerose leggende legate alle janas, fra le più famose quella delle fate di Giave, in provincia di Sassari.

Nelle storie popolari sarde spuntano anche folletti dispettosi, impegnati a fare scherzetti alle persone durante il sonno.

Non mancano figure tenebrose che hanno a che fare con la realtà. Sa femina accabadora, fino a qualche decennio fa, era la donna che praticava l’eutanasia ai malati in fin di vita.

Mai sentito parlare poi dei gentiles? Esseri di statura gigantesca e forza sovrumana, in genere di bell’aspetto, con un occhio solo come Polifemo?

Fra i boschi e gli antichi borghi dell’isola si nascondono altri esseri fantastici. Per conoscerli basta ascoltare i racconti della gente del posto, soprattutto degli anziani.

Feste e Sagre in Sardegna

maschere sarde di mamoiada
Mamuthones di Mamoiada

Le feste popolari e le sagre, in Sardegna sono momenti in cui cogliere a pieno l’immenso patrimonio culturale dell’isola.

Vi sono così tante ricorrenze che stilare un elenco esaustivo risulta arduo.

Calendario alla mano però si ripercorrono i principali appuntamenti. Si inizia a gennaio con i fuochi di Sant’Antonio Abate, in cui assistere a rituali antichissimi legati a pratiche presumibilmente pagane.

Si continua con il carnevale sardo, con maschere diverse in ogni parte dell’isola. Fra le più famose figurano i Mamuthones di Mamoiada e i Boes e Merdules di Ottana, che esprimono il profondo legame delle attuali tradizioni sarde con la vita agropastorale.

Spettacolare è il carnevale di Oristano, la Sartiglia, rappresentazione di giostre equestri del periodo giudicale.

A giugno tutti ad Alghero per assistere ai Focs de Sant Juan (fuochi di San Giovanni) e celebrare il solstizio d’estate con una notte carica di magia, in cui si narrano le incredibili proprietà delle erbe officinali.

Maggio è il mese della Cavalcata Sarda di Sassari, ma anche della Festa di Sant’Efisio a Cagliari, in cui assistere a una grandiosa sfilata di abiti tipici.

Ad agosto bisogna racarsi a Nuoro per la Festa del Redentore, quando la collettività si raccoglie in sentimenti di pura religiosità.

In autunno, la manifestazione Autunno in Barbagia coinvolge i Comuni della provincia di Nuoro in mostre di artiginato a cielo aperto in cui non mancano le degustazioni, i canti dei tenores, le poesie in limba sarda e il celebre ballo tondo.

Artigianato sardo

gioelli sardi su coccu
Su coccu, amuleto sardo

Sardegna è anche prodotti artigianali, realizzati da abili maestri della ceramica, del sughero e dell’oreficeria.

L’artigianato sardo racchiude in sé tante simbologie, a partire dalla fede sarda in filigrana che rappresenta l’unione fra l’uomo e la donna ma anche la fertilità, espressa dalle palline decorative simili a chicchi di grano.

Bellissimi gli amuleti, in particolare su coccu, che si dice tenga lontano il malocchio. Medesimo potere ha secondo le tradizioni dell’isola l’occhio di santa lucia, incastonato in numerosi gioielli.

Con il prezioso corallo di Alghero di realizzano collane che paiono doni del mare, ma anche bracciali e anelli.

In Sardegna si produce in grande quantità sughero, e da questo si realizzano vassoi rustici, borse, sculture e altre creazioni.

Il legno, sopratutto di ginepro, si lavora per dare vita ad elementi d’arredo tipici come lampade, soffitti rustici, appendiabiti e molto altro.

Famose sono anche le ceramiche sarde, che riportano motivi geometrici e graziose pavoncelle.

Degne di nota le creazioni tessili: i cuscini, i copriletti e i tappeti, soprattutto quelli realizzati a Samugheo.

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